Archivio Storico

Tar Piemonte, Torino, sez. II, 21 marzo 2012 n. 362

Deve riconoscersi al giudice del lavoro la controversia concernente gli atti di revoca degli incarichi dirigenziali, trattandosi di atti di natura negoziale e non macro-organizzativa; spettano invece alla giurisdizione del
giudice amministrativo le controversie relative alla mancata attivazione di idonee procedure selettive pubbliche per l’individuazione di una figura dirigenziale.

Tar Piemonte, Sez. I, 15 marzo 2012, n. 339

La decorrenza del termine di trenta giorni per la proposizione del ricorso avverso l’aggiudicazione definitiva decorre comunque dalla ricezione della relativa comunicazione (art. 120 c.p.a.), anche nell’ipotesi in cui il
ricorrente richieda tempestivamente l’accesso agli atti della procedura nel termine di dieci giorni previsti dalla legge. Gli atti e i documenti acquisiti a seguito dell’accesso potranno eventualmente giustificare la
proposizione di motivi aggiunti di ricorso, ma non incidono sull’onere di notificare il ricorso entro trenta giorni dalla comunicazione.

Tar Piemonte, Sez. I, ord. 15 marzo 2012, n. 187

Qualora il pregiudizio paventato in sede di istanza cautelare sia di natura esclusivamente patrimoniale e di modesta entità, non sussiste il necessario requisito del periculum in mora e tale pregiudizio potrà essere ristorato mediante l’esperimento di un’ordinaria azione risarcitoria.

Tar Piemonte, Sez. I, 3 marzo 2012, n. 229

Nell’ambito di un concorso a pubblico impiego bandito su base nazionale da un ente avente sede a Roma per la copertura di più posti distribuiti presso sedi periferiche relative a diverse Regioni, qualora venga impugnata
unicamente la graduatoria relativa ai posti presso una sede periferica, il Tar competente è quello nella cui circoscrizione rientra la sede cui la graduatoria si riferisce.
Qualora la questione della competenza in primo grado sia caratterizzata da profili di obiettiva opinabilità ed appaia opportuna una immediata e definitiva definizione della questione, può essere richiesto d’ufficio il regolamento di competenza nonostante il Tribunale, ritenendosi competente, si sia già pronunciato in sede cautelare.

Tar Piemonte, Sez. II, 3 marzo 2012, n. 295

Il termine di quindici giorni dalla notificazione del ricorso per la costituzione in giudizio del controinteressato nel rito elettorale (art. 130, V comma, c.p.a.) è da considerarsi non perentorio.

Tar Piemonte, sez. II, 9 febbraio 2012 n. 170.

La nuova disciplina della competenza introdotta dal codice del processo amministrativo, ivi compresi i modi di rilevabilità di cui all’art. 15 c.p.a., è applicabile solo ai processi instaurati a decorrere dalla data della sua entrata in vigore (16 settembre 2010). Si intendono “instaurati” i ricorsi per i quali è intervenuta la prima notifica alle controparti con cui si realizza la “proposizione del ricorso”.

Tar Piemonte, sez. I, 12 gennaio 2012 n. 125

In sede di giudizio di ottemperanza, è onere dell’amministrazione contestare specificamente il quantum delle pretese attoree; in caso contrario questo deve ritenersi provato ai sensi degli artt. 64 comma 2 c.p.a. e 116 comma 2 c.p.c.

Tar Piemonte, sez. II, 10 gennaio 2012 n. 15

Ferma restando la regola della preventiva delibazione del ricorso principale rispetto al ricorso incidentale, fatte salve le ipotesi in cui il ricorso incidentale introduca un thema decidendum idoneo a determinare la declaratoria di inammissibilità del gravame principale per difetto di interesse, va affermata la subalternità del ricorso incidentale anche in sede di decisione, dovendo essere dichiarata improcedibile, per sopravvenuta carenza di interesse, l’impugnativa incidentale nel caso in cui il gravame principale sia stato rigettato per infondatezza.

Tar Piemonte, sez. I, 4 gennaio 2012 n. 4

L’art. 122 c.p.a consente di dichiarare l’inefficacia del contratto a seguito dell’accoglimento del ricorso avverso l’aggiudicazione e di fissare la decorrenza della dichiarazione di inefficacia, tenuto conto, tra l’altro, degli interessi delle parti e dello stato di esecuzione del contratto stesso. Nel caso in cui il contratto riguardi una periodica prestazione di servizi in ambito sanitario, ritenuto essenziale per gli utenti, e l’annullamento riguardi l’intera procedura di gara, la dichiarazione di inefficacia deve essere differita per un periodo sufficiente a consentire lo svolgimento di una nuova procedura.

Tar Piemonte, sez. I, 21 dicembre 2011 n. 1333.

In base all’art. 133 c.p.a., comma I, lett f) e g), spettano alla giurisdizione ordinaria le controversie riguardanti la determinazione e la corresponsione, non solo delle indennità dovute ai proprietari espropriati, ma altresì quelle dovute al Comune da un soggetto beneficiario dell’utilizzazione di un terreno che il Comune abbia dovuto espropriare per realizzare un PEEP o un PIP.

Tar Piemonte, sez. I, 14 luglio 2011 n. 785.

Il ricorso incidentale in materia di appalti, ai sensi del combinato disposto dell’art. 42 e 120 c.p.a., deve proporsi nel termine di trenta giorni decorrenti dalla conoscenza del ricorso principale e non più dalla scadenza del termine stabilito dalla legge per il suo deposito come avveniva nel regime previgente.

Tar Piemonte, 16 giugno 2011 n. 569.

In base all’art. 133, comma 1, lett. e), n. 2, cod. proc. amm.), l’ambito della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di adeguamento/revisione dei prezzi ha assunto una portata ampia e generale, tale da includere anche le controversie riguardanti la misura del compenso revisionale rivendicato dall’impresa.

Tar Piemonte, sez. I, 16 giugno 2011 n. 639.

La sospensione ex lege dei termini processuali fino al 15 settembre comporta che il giorno 16 debba essere considerato quale dies a quo e, secondo la regola generale, non vada considerato nel calcolo del termine per l’impugnazione. Qualora la conoscenza degli atti lesivi avvenga durante il periodo di sospensione estiva dei termini processuali, pertanto, il giorno 16 settembre non deve essere computato nel calcolo del termine per l’impugnazione.
Tar Piemonte, sez. I, 16 giugno 2011 n. 640.
Quantunque l’atto di rinuncia al ricorso non sia stato notificato alle controparti, esso costituisce manifestazione del venir meno dell’interesse alla coltivazione del giudizio. Ai sensi dell’art. 84, comma 4, cod. proc. amm., anche in assenza delle formalità prescritte (legale munito di mandato speciale, notifica alle altre parti almeno dieci giorni prima dell’udienza), il giudice amministrativo può desumere dall’intervento di fatti ed atti univoci dopo la proposizione del ricorso ed altresì dal comportamento delle parti argomenti di prova della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione della causa.

Tar Piemonte, sez. I, 16 giugno 2011 n. 628

Il deposito tardivo della documentazione, giacché effettuato dopo la scadenza del termine indicato dall’art. 73, I co., c.p.a. di quaranta giorni liberi prima dell’udienza, non è preclusivo all’esame da parte del Collegio giudicante, atteso che sussiste sempre nel processo amministrativo il potere del giudice di ordinare l’esibizione dei documenti che siano ritenuti necessari ai fini del decidere, fatta salva la facoltà dell’interessato di richiedere termini per contro dedurre.

Tar Piemonte, sez. I, 4 maggio 2011 n. 452.

Il codice del processo amministrativo rinvia alle norme del c.p.c. in relazione a termini e modi di assunzione della prova (artt. 39 e 68 del c.p.a.); ai sensi dell’art. 244 c.p.c. la prova per testimoni deve essere dedotta “mediante indicazione specifica delle persone da interrogare”. Benché la giurisprudenza civile ammetta anche una indicazione indiretta del teste (ad esempio attraverso la funzione espletata), occorre pur sempre che essa sia fatta in modo da consentire una certa e tempestiva identificazione dei testimoni. Perciò è da ritenersi tardiva l’indicazione dell’identità del teste quando siano maturate le preclusioni istruttorie, poiché solo con tale ultima indicazione l’articolazione della prova può dirsi completa.

Tar Piemonte, sez. II, ord., 19 maggio 2011 n. 491.

Il verificatore non è tenuto a prestare giuramento, a differenza del c.t.u., secondo una scelta che si presenta priva di profili d’irragionevolezza atteso che il verificatore, quale funzionario pubblico, è già tenuto ad ottemperare fedelmente ai propri compiti e funzioni per il perseguimento del pubblico interesse, nel rispetto delle norme vigenti e dei principi di diritto che informano l’attività delle pubbliche amministrazioni.

Tar Piemonte, sez. I, ord. 14 maggio 2011 n. 485.

A seguito della entrata in vigore del nuovo codice del processo amministrativo, la competenza territoriale in primo grado è divenuta inderogabile, anche per quanto riguarda le misure cautelari.

Tar Piemonte, sez. I, 7 aprile 2011 n. 363.

La domanda di risarcimento dei danni per equivalente è alternativa alla dichiarazione di inefficacia del contratto (art. 124, comma 1, II periodo, cod. proc. amm.) e non è conseguentemente suscettibile di accoglimento laddove il danno lamentato dalla ricorrente attiene solo al mancato conseguimento dell’utile derivante dall’aggiudicazione e dall’esecuzione del contratto.

Tar Piemonte, sez. II, 25 febbraio 2011 n. 205.

E’ inammissibile, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. b), del Codice del processo amministrativo, la domanda giurisdizionale di annullamento di un atto che si fonda su più motivi autonomi, allorquando essa sia volta a censurarne solo uno: l’eventuale fondatezza della censura, infatti, non farebbe venir meno l’atto che si regge anche sugli altri motivi.

Tar Piemonte, sez. II, 25 febbraio 2011 n. 196.

L’assenza di ogni difesa da parte dell’Amministrazione comporta l’applicazione del principio di non contestazione ex art. 64, comma 2, c.p.a., ovvero, argomenti di prova sfavorevoli, dovendosi ricavare che l’Amministrazione non avesse alcuna difesa utile da opporre a quanto dedotto in ricorso e asserito dal Collegio.

Tar Piemonte, sez. I, 11 febbraio 2011 n. 153

Esprime un principio generale l’art. 89 c.p.c., sulla cancellazione delle frasi sconvenienti e offensive contenute negli scritti delle parti, e come tale deve trovare applicazione nel processo amministrativo.

Tar Piemonte, sez. II, 22 gennaio 2011 n. 86.

I contratti di servizio, in quanto ricadenti nella categoria degli accordi sostitutivi del provvedimento concessorio precedentemente sussistente e regolante i rapporti gestore-Amministrazione, consentono l’operare della giurisdizione esclusiva del G.A. ai sensi dell’art. 11 della l. 241 del 1990 e, oggi, art. 1, comma 1, lett. a), n. 1 c.p.a.

Tar Piemonte, sez. II, 17 gennaio 2011 n. 168.

La circostanza che non risulti documentata l’osservanza di tutte le formalità prescritte dall’art. 84 c.p.a. per la rinuncia al ricorso non preclude al giudice di dichiarare l’estinzione del giudizio a norma del comma 4 della disposizione citata, atteso che la rinuncia agli atti resa dalla ricorrente e il disinteresse comunque manifestato dalla stessa in corso di causa appaiono elementi sintomatici della sua carenza d’interesse alla decisione del ricorso.

Tar Piemonte, sez. I, 16 dicembre 2010 n. 4549.

I motivi aggiunti possono essere validamente proposti in forza del mandato conferito al difensore per il ricorso originario allorché con essi si impugnano atti che fanno parte di uno stesso procedimento.

Tar Piemonte, sez. I, 3 dicembre 2010 n. 4384.

L’art. 40 lett. d) del cod. proc. amm., stabilisce che il ricorso debba essere sottoscritto dal ricorrente che sta in giudizio personalmente oppure dal difensore, con indicazione in tal caso della procura speciale; la norma codicistica, rispetto a quella previdente, ha eliminato la previsione di doppia sottoscrizione in assenza di procura speciale, sicchè oggi sarà sufficiente la sottoscrizione della parte ove questa possa anche stare in giudizio personalmente, altrimenti il difensore che sottoscrive l’atto dovrà essere munito di procura speciale, da indicarsi nell’atto di ricorso.

Tar Piemonte, sez. II, 29 novembre 2010 n. 4220.

Le memorie e i documenti depositati oltre i termini indicati dall’art. dall’art. 73, comma 1, cod. proc. amm. (in relazione alla data fissata per l’udienza pubblica di discussione) non possono, in assenza di un consenso prestato dalla controparte, essere utilizzati per la decisione.

Tar Piemonte, sez. I, 19 novembre 2010 n. 4165.

Ai fini della determinazione del quantum risarcitorio, nel caso di annullamento dell’aggiudicazione di una gara, il criterio del 10% del prezzo a base d’asta non può essere oggetto di applicazione automatica e indifferenziata, poiché rischierebbe di rendere il risarcimento dei danni più favorevole per l’imprenditore dell’impiego del capitale; appare invece preferibile il criterio che esige la prova, a carico dell’impresa, della percentuale di utile effettivo che avrebbe conseguito se fosse risultata aggiudicataria dell’appalto.

Tar Piemonte, sez. I, 19 novembre 2010 n. 4160.

Giustifica la compensazione delle spese la violazione del canone della sinteticità degli atti prescritto dagli artt. 3, comma 2, e 120, comma 10, cod. proc. amm., realizzata attraverso il deposito di memorie difensive di notevoli dimensioni laddove ciò non appaia imposto dalla esigenze di una difesa tecnicamente adeguata.

Tar Piemonte, sez. I, 19 novembre 2010 n. 4156.

Il risarcimento del danno richiede la positiva verifica della lesione della situazione soggettiva di interesse tutelata dall’ordinamento, della sussistenza della colpa o del dolo dell’Amministrazione e del nesso causale tra l’illecito e il danno subito. Nel caso di risarcimento del danno conseguente a lesione di interesse legittimo pretensivo, pur in presenza di tutti i requisiti dell’illecito (condotta, colpa, nesso di causalità, evento dannoso), occorre dimostrare, secondo un giudizio di prognosi formulato ex ante, che l’aspirazione al provvedimento fosse destinata ad esito favorevole, quindi alla dimostrazione, ancorché fondata con il ricorso a presunzioni, della spettanza definitiva del bene collegato a tale interesse. Tale giudizio prognostico non può essere consentito allorché la spettanza sia caratterizzata da consistenti margini di aleatorietà.

Tar Piemonte, sez. II, 29 ottobre 2010 n. 3929.

Deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere (art. 34, comma 5, c.p.a.), qualora nel corso del giudizio la pretesa del ricorrente risulti pienamente soddisfatta.